Musica sacra

Guillaume Du Fay - Missa Sancti Jacobi

Bologna, Civico Museo Bibliografico, Q 15, ff.CXXI-CXXXV
11/14 esecutori

Tra il 1426 e il 1428, durante la sua permanenza a Bologna, Du Fay scrisse questa straordinaria pagina della storia della musica e della liturgia. Si tratta del primo esempio a noi giunto di una messa plenaria polifonica, in cui accanto ai brani dell’ordinarium Du Fay compone anche quelli del proprium (Introito, Alleluja, Offertorio, Communio) previsti per la festa di San Giacomo.
Nella nostra interpretazione si fa ampio uso di strumenti, trattandosi di una messa di transizione che vede alcune sezioni concepite secondo il modello della Missa-Kantilena in cui al cantus testato fanno da contrappunto tenor e contratenor strumentali. A queste sezioni se ne alternano altre a quattro voci in cui la scrittura e la presenza integrale del testo suggeriscono una esecuzione unicamente vocale. Ne risulta una esecuzione di straordinaria ricchezza e varietà basata su uno studio attento della fonte originale che per l’occasione è stata interamente ritrascritta da Claudia Caffagni.

Recensione del concerto di Santiago do Cacem (P) del 4 Aprile 2013

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Sponsa Regis – La vittoria della Vergine nell’opera di Hildegard von Bingen

Dendermonde, St. Pieters & Paulusabdij Cod. 9
4 esecutori

Antifone, responsori e lectiones si imperniano tutte attorno ad uno dei punti cardine della sacra filosofia di Hildegard, forse l’ultima grande esponente del sereno, armonioso platonismo cristiano medievale: il ruolo privilegiato ed autenticamente trionfante della Vergine Maria, tanto entro la storia della salvezza umana quanto entro il dispiegarsi stesso del divino progetto dell’Universo, del Macrocosmo. Maria, nell’immaginario di Hildegard, non è tanto la madre piangente ai piedi della Croce, bensì la Donna vestita di sole dell’Apocalisse, debellatrice dell’Antico Serpente, "scettro e diadema della dignità regale, cinta dalla sua fortezza come da un usbergo". Non il tentativo di ricostruire un momento preciso della liturgia che la badessa di Bingen e le sue consorelle crearono e praticarono: indizi simbolici, brevi faville, evocatrici di una luce il cui splendore, dopo novecent’anni, non si è ancora affievolito.

 

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Vergine Bella - Medioevo al femminile tra misticismo e devozione

4 esecutori

La figura femminile nel sentimento religioso del Medioevo, la nuova ispirazione che rende Maria e una folta schiera di Sante protagoniste di testi poetici e devozionali dall’Inghilterra alla Spagna, dalla Francia all’Italia Centrale, sono il tema attorno al quale ruotano i brani di questo programma.
Un viaggio musicale che culmina con la straordinaria veste musicale che Guillaume Du Fay dà alla nota canzone petrarchesca che dà il titolo al programma; una lode in cui il poeta, come cavaliere devoto, celebra Maria “Vergene bella che di sol vestita”, ma come un peccatore disperato la invocherà: “soccorri alla mia guerra, bench’io sia terra e tu del ciel reina”.

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Lyra mystica - Polifonia sacra dalle origini a Du Fay

4 esecutori

Il profondo legame che unisce la musica alle potenze celesti, alle supreme forze creative, alla perfectio spirituale e fisica costituisce una sorta di sacro topos in quasi tutte le culture umane. Nel peculiare, elevatissimo concetto che della musica ebbe l’Occidente cristiano medievale confluirono, fondendosi in armoniosa ricchezza, le idee e le immagini archetipe proprie alle tradizioni precristiane autoctone, alla filosofia ellenica ed al pensiero teologico latino-giudaico. Tutto ciò, e molto altro ancora, venne a riversarsi nella maestosa Musica delle Sfere prima, e poi nella perpetua glorificazione dell’Unico Dio da parte delle gerarchie celesti: e l’idea medievale della Musica, sentiero privilegiato della santità, strumento miracoloso di salvezza nonché specifico attributo dell’Ecclesia Trionfante, poteva dirsi formata. Laude di Sancta Maria - Vigilia alle Laude di Sancta Maria

 

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Laude di Sancta Maria - Vigilia alle Laude di Sancta Maria

8 esecutori

La formulazione del programma vuole sottolineare l’unità estetica e ‘spirituale’ delle uniche due raccolte di laude medioevali pervenuteci complete del testo musicale, accostando cinque laude cortonesi a cinque laude fiorentine secondo un criterio tematico legato ai tempi forti dell’Anno Liturgico. Lungo questo cammino spirituale costellato di stationes e mysteria si svolgeva infatti, parallela alla vita della Chiesa, anche l’attività devozionale dei laudesi, costituita principalmente da veglie di preghiera in cui gli eventi liturgici venivano meditati e interiorizzati nel canto.

La "nostra" si configura come una sorta di "veglia archetipale" in cui un’ipotetica confraternita di laudesi ripercorre l’intero maestoso circuito di un Anno Liturgico, comprimendolo – con l’intensissima emozione che una simile concentrazione di Eventi Sacri inevitabilmente produce – entro il domestico spazio temporale di una notte.

 

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Legenda Aurea - Laude dei santi dai laudari di Cortona e Firenze

8 esecutori

La Legenda Sanctorum del beato Jacopo da Varazze (1228-1298), più tardi chiamata Legenda Aurea, fu probabilmente – dopo la Bibbia – il testo più letto, più ascoltato, parafrasato, raccontato e citato del Medioevo.

Le laude in onore dei santi costituiscono il secondo grande nucleo tematico dei laudari di Cortona e Firenze (secoli XIII e XIV), e possono essere considerate una sorta di omelia in versi e in musica, il cui materiale narrativo è – quando non direttamente tratto dalla Legenda – almeno documento evidente della sua penetrazione nel sapere comune. Utilizzando metri di tradizione giullaresca, quali la lassa monorima e la ballata, il repertorio laudese è in grado di utilizzare tutte le potenzialità della teatralità popolare, traducendole in un linguaggio religioso di forte impatto emozionale e didascalico.

La proposta interpretativa de laReverdie, frutto di uno studio decennale nel campo della ricerca storica, musicologica, paleografica, linguistica, organologica e teatrale, intende recuperare le potenzialità di ricchezza timbrica e le possibilità di improvvisazione vocale e strumentale all’epoca del massimo splendore artistico di questo repertorio.

 

 

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Missa coram papa, Missa magna – due messe alla corte papale avignonese

Apt, Cathédrale Sainte-Anne, Bibliothèque du Chapitre, 16bis
9 esecutori

Il codice di Apt, 16bis, contiene una raccolta di frammenti di Messa (10 Kyrie, 9 Gloria, 10 Credo, 4 Sanctus, 1 Agnus), 10 Inni e 4 Mottetti sicuramente legati alla corte papale di Avignone tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Il nostro programma intende risostruire l’ordinario di due messe, una coram papa, alla presenza del Papa, e una magna, durante la quale il Papa, nelle festività più solenni dell’anno liturgico, era celebrante. Un programma incentrato su un repertorio molto poco conosciuto, di notevole interesse storico e musicale, di grande varietà stilistica, in una esecuzione di particolare suggestione e ricchezza sonora.

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last updated: 9.5.2013