Musica profana

Carmina Burana – memorie di un abate

München, Bayerischen Staatbibliothek, Codex Latinum Monacensis 4660
6 esecutori

Con questo programma laReverdie esplora la celebre raccolta dei “Carmina Burana”, canti in latino e alto tedesco, composti fra il secolo XII e i primi anni del XIII, commissionati da un ignoto abate di Novacella (Tirolo) dai gusti letterari raffinati e spregiudicati. I canti inclusi nella sezione moraleggiante e amorosa, eseguiti nelle Università e nelle Scholae di tutta Europa, sono degli “intrattenimenti clericali” di alto livello artistico, venati di sarcasmo e nostalgia: laReverdie li mette in scena evocando una sorta di Ricerca del tempo perduto, ricreata con musica ammaliante e letture pungenti, tratte da uno dei manoscritti più famosi del Medioevo.

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Il Sogno di Don Chisciotte - L'ombra della cavalleria medievale

5/6 esecutori/ allestimento e regia a cura di Teatro del Vento

Quattrocento anni dopo la prima pubblicazione del Don Chisciotte (1605), laReverdie propone uno spettacolo in cui immagini sceniche, testi e musica si fondono a evocare l'universo onirico-cavalleresco di don Chisciotte, eroe che vede la luce nel XVII secolo, ma che vive evocando il passato, in un medioevo idealizzato.
Il sogno dell'hidalgo, immerso nella lettura dei romanzi e delle chanson de geste medievali, si snoda lungo tre tappe evocative:
     - l'amor cortese
     - la vocazione alle armi
     - la cerca avventurosa dell'ideale
Sullo sfondo di questi tre metaforici scenari (e sulle note di chanson, mottetti, pastourele, carole e estampie) si staglia l'ombra del più grande sogno di don Chisciotte e di quel medioevo di cui egli è in realtà l'ultimo sopravvissuto: la cavalleria.
Il testo, la cui lettura da parte del nostro Don Chisciotte suggerirà i tre sogni, è Amadigi di Bernardo Tasso (1538), poema in ottave che ha ripreso, in una versione italiana, il famosissimo Amadigi di Gaula (1508) di Ordóñez de Montalvo, un romanzo cavalleresco di origini molto antiche, legato al ciclo bretone, i cui personaggi sono tra gli eroi preferiti dal personaggio di Cervantes.
“Il sogno di Don Chisciotte” in un’operazione musicale, letteraria, teatrale, unisce così quattro secoli di storia; il Medioevo incontra il Barocco attraverso il poema cinquecentesco in un rincorrersi e riallacciarsi di motivi sempre profondamente sentiti dall’animo umano, dalle Crociate ai giorni nostri. Don Chisciotte vive con i fantasmi degli eroi medioevali, la cui musica riporta in vita i suoi sogni. Un concerto da ascoltare e da guardare, uno spettacolo dove gli strumenti raccontano, le voci si accendono, le parole si vedono, i sogni risuonano.

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Bestiarium – Animali nella Musica medioevale

4 esecutori

Il mondo animale: ecco lo scenario naturale che fa da onnipresente sfondo a tutte le manifestazioni espressive del Medioevo - una costante discreta, elusiva, ma imprescindibile, una sorta di sommesso ma fondamentale bordone che è giocoforza immaginarsi accompagnamento a ogni forma d’arte di quell’epoca. Il Medioevo pullula d'animali, e non esclusivamente nelle sue immense foreste che solo in parte la comunità umana comincia a intaccare nel suo impeto dissodatore: dall’araldica alla gastronomia, dalla scolastica alle decorazioni miniate, gli animali, ben più numerosi dei loro signori e padroni umani, invadono tutta l’Europa, tanto negli ambienti profani quanto in quelli sacri. La polivalenza dell’animale nell’arte del Medioevo vale, naturalmente, anche per la musica, e l’eterogeneità dei brani presenti in questo florilegio mira a dare un'idea dell’immensa varietà di ispirazione che quadrupedi, uccelli e pesci offrirono alla creatività dell’epoca.

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Dante, Petrarca & Boccaccio - I Dolci stili dell'Ars Nova

5 esecutori

Nel settecentenario della nascita di Francesco Petrarca una tenzone musical-letteraria in cui i tre grandi interpreti del Dolce Stil Novo, Dante, Petrarca e Boccaccio e compositori dell'Ars Nova italiana sembrano gareggiare attraverso alcuni dei loro più estremi capolavori.
Proprio all'assoluta osmosi musica-poesia si collega uno dei fili conduttori dello spettacolo. Apparentemente non cangia 'l verde della natura amorevolmente e insistentemente evocata nei testi poetici così come nelle composizioni musicali, ma ad un secondo esame gli approcci si rivelano tanto variegati quanto intensamente personali.
Ecco dunque il verde squisitamente lirico, tornito e quasi apollineo di Petrarca e Landini – ecco il verde che fa da fronzuta, ammiccante copertura alle giocosità piccanti che Boccaccio condivide con le vivaci, a tratti ribalde cacce arsnovistiche – ecco infine il verde sottilmente simbolico e allusivo, ma aspro e scorbutico come una macchia di rovi, che conferisce araldiche brillantezze tanto ai madrigali di Jacopo da Bologna quanto alle Rime Petrose di Dante.
In questo progetto la lettura poetica diventa autentica ricerca sonora, la lingua dei tre poeti muta tono ed atmosfera non solo nei contenuti, ma nella sua stessa emissione, come suonata da tre diversi strumenti musicali, e la musica che si intreccia ai testi dialoga con loro ricreando, con i suoi mezzi espressivi, altrettante atmosfere.

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Jacopo da Bologna - madrigali e cacce

Firenze, Biblioteca Laurenziana, Palatino 87 (Squarcialupi)
4 esecutori

Compositori poliedrico della grande stagione italiana dell’Ars nova, Jacopo da Bologna ci ha lasciato 34 composizioni tramandateci dalle principali fonti di polifonia italiana del Trecento.
Il concerto ne propone una scelta cercando di mettere in evidenza la ricchezza e la varietà stilistica proprie dell’opera del grande compositore. Un omaggio a una delle stagioni di maggior raffinatezza musicale nel panorama del repertorio medioevale.


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Guillaume Du Fay – Viaggio in Italia

5 esecutori

Con questo spettacolo, laReverdie propone un percorso attraverso la vita musicale italiana nel primo Quattrocento utilizzando come filo conduttore la quasi ventennale avventura italiana (1419-1437) del celeberrimo compositore franco-fiammingo, Guillaume Dufay.
Ecclesiastico, diplomatico, uomo di vasta cultura, conteso fra la corte dei Malatesta, la corte papale (che lo vuole a Roma, poi a Firenze e a Bologna) e quella dei Savoia, amico stimato della casa d’Este, Dufay iniziò proprio in Italia la sua straordinaria carriera di compositore. Rappresentante eccellente della più raffinata tradizione contrappuntistica fiamminga Dufay gettò le fondamenta di un nuovo linguaggio musicale paneuropeo, elaborando uno stile inconfondibile, in cui l’apice dello splendore artistico tardo medievale si fonde con i fermenti innovativi del primo Rinascimento italiano.
Per evidenziare la vitalità del sincretismo stilistico di Dufay, abbiamo scelto di eseguire alcune tra le numerose composizioni d’occasione, celebrative o anche semplicemente mondane che permettono un confronto con i compositori coevi attivi in Italia, dei quali abbiamo selezionato alcuni brani particolarmente suggestivi.
Per restituire l'immagine dell'Italia del Quattrocento, che prende forma dagli appunti di viaggio di Philìppe de Comin, e per rendere omaggio al grande compositore fiammingo, attraverso alcuni dei pochissimi documenti che lo riguardano, abbiamo scelto di intrecciare al repertorio musicale alcuni testi recitati da un "immaginario Dufay" trasformando un normale concerto in uno spettacolo suggestivo e avvincente.

Recensione del concerto di Ferrara del 18 Novembre 2012 a Palazzo Bonacossi
Ferrara Musica

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O tu chara sciença – Musica nel pensiero medioevale

4 esecutori

La musica, indissolubilmente legata alla filosofia, durante tutto il Medioevo è ancora considerata manifestazione  dell’armonia delle Sfere, anello di congiunzione fra Metafisica e Fisica. La liturgia e la vita stessa dei religiosi sono scandite dal canto, nella consapevolezza che la musica sia veicolo privilegiato del testo sacro, Laudatio Dei. Il monaco diventa teorico e le nuove notazioni danno vita a composizioni sempre più complesse; la polifonia “invade” la liturgia oltre che la musica profana, la “scientia” è ormai Ars Musica. La Natura diviene fonte di ispirazione, suoni e rumori della vita quotidiana riecheggiano nelle composizioni dell’Ars Nova francese ed italiana. Non a caso il Paradiso di Dante non risuona solo della salmodia angelica, ma anche di gorgoglii di ruscelli e brusii animali: la Musica Terrestris.

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De stella nova – il cosmo di sogno nel Medioevo

4 esecutori

È la visione travolgente del firmamento stellato sopra le nostre teste, l’avvicendarsi ciclico e misterioso di Sole, Luna e pianeti che ha ispirato all’uomo la religione, la filosofia, la matematica, la metafisica – e probabilmente anche la musica. Il repertorio medioevale è ricchissimo di riferimenti al cosmo nelle molteplici sfaccettature che vanno dal universo fisico a quello simbolico.
Uno straordinario viaggio ricco di immagini e suggestioni attraverso alcuni dei generi musicali più raffinati che il Medioevo musicale ci ha consegnato.

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Speculum Amoris – Misticismo e amor cortese nella musica medioevale

4 esecutori

Si potrebbe ritenere che il titolo sia quello, fedelmente riprodotto, di un autentico trattato medievale: errore più che giustificabile, visto che si tratta di una copia in stile, di uno pseudo-sinonimo. É un titolo che assomma in sé due dei temi fondamentali del pensiero filosofico e teologico dell'Occidente medievale: lo Speculum quale genere letterario (una delle più tipiche forme organizzative del sapere, enciclopediche ed eterogenee) e la musica, col suo immane fardello di significati e valenze. Nel nostro speculum gioco di specchi vicendevolmente riflettentisi, in cui lessico e termini della poesia musicale sacra e profana si mescolano a più livelli, conferendosi reciprocamente nuove profondità, in quella "straordinaria polisemia del linguaggio dell’uomo medievale" di cui parla Aron Gurevic: "Tutti i linguaggi professionali, settoriali medievali trapassano continuamente l'uno nell’altro, e sono dotati di senso proprio in quanto valgono non solo nei limiti di un dato settore specializzato d’attività, ma anche al di là di tale limite".

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Suso In Italia Bella – Musica in corti e chiostri dell’Italia del Nord

4 esecutori

Prendendo le mosse dal passo dantesco nel quale è tracciata la mappa poetica dell’Italia alpina e padana, il programma mira a raccogliere un succinto dossier relativo alla cultura - musicale e non esclusivamente musicale - di quella ben caratterizzata area il cui antico nome di "Gallia Cisalpina" nell'Alto Medioevo non era ancora caduto in oblio: l’Italia al di là dell’Etruria, di Roma e della Magna Grecia. Ai piedi di una catena alpina vissuta come ponte di comunicazione piuttosto che baluardo geografico, sin dall'"europeismo" ante-litteram dell’età carolingia, l’Italia settentrionale mantenne la sua vocazione cosmopolita e multilinguista: vocazione ben riflessa nei brani d’area aquileiese ed in quelli in lingua doc ed in medioalto tedesco, eleganti testimonianze di vivacissimi contatti oltramontani delle corti e delle cerchie ecclesiastiche norditaliane.

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Ex tenebris ad lucem

3/4 esecutori

Un variegato itinerario attraverso il paesaggio - sottilmente familiare, e tuttavia sempre difficilmente afferrabile nei suoi dettagli – dell’immaginario medievale e della sua concezione dell’eterna lotta che vede Vita e Luce schierate contro Tenebra e Morte. Il Tempo del Medioevo è fondamentalmente un tempo agricolo, un tempo della Natura: le suddivisioni basilari, che si riflettono di qui a tutti gli aspetti della vita, materiali e spirituali, sono bipolari - Notte e Giorno, abbondanza e carestia. È un tempo carico di contrasti, in accordo con le tendenze manichee ereditate dall’Europa medievale, che vede il contrasto sovrannaturale del Bene e del Male rispecchiarsi nel drammatico, ciclico alternarsi della Nascita e della Morte, dell’Alba e del Crepuscolo, dell’Estate e dell’Inverno, del Natale e della Passione di Cristo nel calendario liturgico.

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Carlo Magno: Musiche per una leggenda

Mimmo Cuticchio e laReverdie in un viaggio immaginario tra "cunto" e "canto"

Nato dal fortunato incontro tra Mimmo Cuticchio (il maggiore "cuntastorie" e puparo del nostro tempo) e La Reverdie (autorevole ensemble attivo sulla scena internazionale da venticinque anni) lo spettacolo presenta la forma di un concerto con voce recitante dedicato alla figura di Carlo Magno.
Il ritmo sincopato del cunto, di origine misteriosa e antichissima, scandisce l'epopea che Mimmo Cuticchio, porta da decenni nelle piazze e nei teatri del mondo: un colpo del piede sulla pedana, un gesto imperioso della spada ricevuta come eredità iniziatica dal maestro Peppino Celano, e la voce possente di Cuticchio chiama a raccolta intorno alle avventure cavalleresche di Carlo Magno, Orlando e dei Paladini di Francia, che per secoli i giullari cantarono lungo le strade d'Europa, tessendo un tappeto coloritissimo di immagini con le scarne formule della tradizione orale.
Con sapiente e mirato contrappunto sonoro, le musiche de La Reverdie commentano le vicende narrate nel cunto costruendo una ricca e articolata trama narrativa di parole e suoni, di grande fascino evocativo ed elevata capacità comunicativa sullo spettatore, grazie all’impiego di rari strumenti d’epoca, di una vocalità naturale particolarmente raffinata e di un profondo lavoro sulle fonti musicali del tempo.
Un fastoso teatro della memoria si spalanca nel dialogo avvincente tra voce e musica, in cui «ricordare» significa di nuovo, secondo l'etimologia cara al Medio Evo, «rimpatriare nel cuore».

Recensione del concerto di Roma dell'8 Novembre 2012

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last updated: 3.2.2013